JUNK FOOD, JUNK LIFE?

22 01 2007

(OVVERO COME ANTONIO SI STA ROVINANDO IL FEGATO A LITIGARE CON LA SIAE)

“Mmmh ‘Fill with food’… questo lo prendo io”

Homer Simpson ad un Post-it

Il proprio tenore alimentare può essere in qualche modo associato al proprio stile di vita? Secondo me sì!

E’ una generalizzazione (visto che recentemente ho affrontato spesso il tema discorsi generalizzati)? Credo che dipenda da come uno affronta il discorso. Perché è chiaro che magari un avvocato di successo va tutte le sere da Chez Maxime, ma poi fa una vita di merda perché è stressato, tradisce la moglie e trascura i figli (Non è uno stereotipo! noo…) e ovviamente contraddice la mia affermazione se si dovesse considerare come affermazione scientifica.

E’ semplicemente esperienza personale mia e di un po’ di gente che conosco. Da quello che ho visto mangiare cibo sano non è indice di tranquillità o felicità, però il ricadere spesso nell’ “usufrutto” di junk food è sintomo e causa di malessere e trascuratezza, sia sotto il punto di vista metabolico che psicofisico. E questo credo che sia legato alla sensazione di impotenza legata all’uso frequente di questo cibo.

Non sto dicendo stronzate, PENSATECI: di tendenza chi usualmente va a mangiare nei fast food, e si imbottisce di junk food in un hard discount low cost market è una persona che per problemi di tempo o monetari o di voglia (SOPRATTUTTO di voglia, o meglio volontà) preferisce la soluzione più semplice e immediatamente appagante a disposizione.

Abbastanza allucinante, non vi pare? E ancora più allucinante se pensiamo che è un frutto obbligato della società fine anni ’90!

MA LA COSA PIù ALLUCINANTE credo che sia la notizia abbastanza recente di una ragazza morta per avvelenamento da acqua. Interessante la cosa: la società americana è riuscita a sfondare l’ennesima barriera della demenza umana. Ora io dico già l’idea di fare un concorso il cui obbiettivo è ingozzarsi fino a vomitare mi fa venire la nausea solo a pensarci 

(se poi penso a quello che ci vuole a creare una sintonia con il proprio corpo-e di certo sfondarsi di cibo per ingrassare come una balena non è assolutamente funzionale-la nausea è addirittura doppia)

figurarsi un concorso in cui ti devi gonfiare d’acqua: cos’è il prossimo passo? Farsi venire un’embolo al cervello facendo a gara a chi riesce respirare più aria in 20 minuti??? Ma siamo matti? l’unica cosa che ci protegge nell’uso dell’acqua è il buon senso (daltronde siamo fatti in gran parte d’acqua, è naturale che il nostro istinto naturale di autoconnservazione ci spinga a bere tutta l’acqua a nostra disposizione senza particolari limiti di sopportazione).

Avete mai sentito di una persona morta per avvelenamento da alcool? Casomai cade in coma etilico perchè l’organismo non è sufficientemente forte da reagire alla situazione, ma tendenzialmente l’essere umano nell’abuso di alcool e di cibo è colpito da un sensazione di nausea (che lo spinge a fermarsi) e a conati di vomito (che lo aiutano a disfarsi delle sostanze ingerite). L’abuso di acqua invece porta invece tendenzialmente ad un malessere generalizzato e una persona che inizia a riscontrare sintomi evidenti ha abusato gravemente.

Io l’ho buttata sul ridere, ma quello dell’aria è il passo successivo (se solo fosse possibile calcolare l’aria respirata) perchè per chi resiste all’iperventilazione, all’iperventilazione e ai dolori diaframmatici la morte è assicurata.

E sulla lapide:

“Morto durante azione eroica”

Come nei miti greci.

AF





USELESS POST

19 01 2007

Certo che però è sconfortante che quando uno è incazzato non trova alcun problema a parlare di qualcosa mentre una persona di buon umore deve scrivere cose divertenti per far vedere che è di buon umore. Io, in particolare, che oggi sono discretamente di cattivo umore (neanche malinconico, direi perlopiù perplesso :)  ), tendo a non aver voglia di scrivere niente…

ALLORA CHE SCRIVI A FARE? SMETTILA DI AMMORBARCI CON LE TUE LAGNE DA DEBOSCIATO CRONICO risponde prontamente Janpier, l’omino che abita nel cervello, famoso per la sua flemma e delicatezza (che non so perchè mi ricorda tanto “calma e dignità” di Frankestein Junior), dicevamo…

Scrivo per dimenticare che non ho niente da scrivere, scrivo perchè un foglio bianco dopo un po’ crea horror vacui a tutti, scrivo perchè nel mio blog si stanno formando delle ragnatele virtuali

Va BEH mo’ devo magna’ ci si vede dopo

;)  





BERNSTEIN’S ‘WEST SIDE STORY’ REMAKE

16 01 2007

Per gli amanti del genere ma anche per gli amanti della musica in generale, si può trovare nei negozi di dischi, ma anche sulle connessioni peer to peer, un disco di qualche anno fa (in realtà una ventina: 1985 per l’esattezza), appunto remake del musical West Side Story, di Bernstein. Un remake che in realtà ha poco a che spartire con l’originale.

In pratica Bernstein, che come saprete è forse uno dei più famosi e migliori direttori d’orchestra di tutti i tempi, visto che la messa in scena della sua opera non lo aveva soddisfatto, ha ripreso in mano gli spartiti, ha chiamato Kiri Te Kanawa e Josè Carreras (sì proprio quello dei tre tenori!) con altri di cantanti estremamente versatili e ha messo insieme questa nuova creatura: il risultato è un’opera lirica/jazz.

Mmmh… sì lo so suona un po’ strano! Il concetto è che sfrutta i pregi dell’una e dell’altra categoria: in cantanti hanno tutti uno uso della voce con un’impostazione lirica, quindi molto portata, sostenuta e tecnica, ma portano il tempo in modo molto più agile con le caratteristiche tipiche del jazz (e oltretutto devono aggiungere nel personaggio una sensazione folklore portoricano!!!).

Certo a pensarci bene sembra un’impresa impossibile quanto far passare un elefante in un negozio di cristalleria (e probabilmente lo è stato), ma il risutato è esplosivo. Unico.

AF





CASINO ROYALE

15 01 2007

CASINO ROYALE non è il remake di un bel niente. E’ solamente un libro di Ian Fleming da cui non è mai stato tratto nessun film, o quantomeno non è mai stato tratto un film che si chiamasse Casino Royale.

L’unico altro Casinò Royale è stato un film Comico, una parodia di James Bond con Peter Sellers, David Niven, Woody Allen e Orson Wells (non lasciatevi ingannare, malgrado il cast della madonna il film è una mezza vaccata)

Che figata, Giannini in James Bond, chi l’avrebbe mai pensato! Un altro attore coi controcoglioni.

Bon nuit





TAMARA DE LEMPICKA

15 01 2007

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Questi erano gli ultimi giorni della mostra di Tamara De Lempicka a Palazzo Reale a Milano.

PECCATO!!! (Alla fine non sono riuscito ad andare a vederla: c’era sempre una coda fin fuori dal museo! Azz’)

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ECCO COSA PENSO DAVVERO DI “ULTRAVIOLET”

15 01 2007




“ASCOLTO” DELLE EMOZIONI

15 01 2007

“La produzione del latte nelle mucche che ascoltano

musica sinfonica aumenta del 7,5%”

I ricercatori dell’Università di Madison, Wisconsin

E’ un dubbio che stavo macinando da un po’ di tempo e che mi è sorto nuovamente negli ultimi giorni parlando di musica con alcune persone e leggendo alcuni libri che ne trattano. Perchè la musica di valore, quella più densa di contenuti di ogni tipo è così poco apprezzata, ma soprattutto così poco conosciuta? 

Allora, la domanda l’ho buttata li per mettere subito in chiaro il discorso ma credo che adesso ci sia bisogno di una chiarificazione di termini, per capire di cosa stiamo parlando e non svaccare. Con musica di valore non intendo SOLO quella che solitamente è definita musica colta (ovvero, generalmente, la musica classica e volendo la musica jazz nei suoi exploit più raffinati), ma tutta la musica ricca di contenuto emotivo, artistico e tecnico. Ora, come valutare questi termini non ne ho una chiara idea perchè io sono un buon ASCOLTATORE di musica (perchè ne ascolto un sacco e fa parte del mio lavoro). Non sono un critico e neanche lontanamente un compositore. La valutazione di musica “ricca” è a pelle, a sensazione, basandomi su quel poco, che fa parte della mia cultura musicale. Con musica ricca intendo, ad esempio per capirci, la Nona Sinfonia di Beethoven, il Sacre du Printemps di Stavinskij, la Rapsodia in Blue di Gershwin, i tango di Piazzolla, il jazz di Ellington e di Ella Fitzgerald, le bossa-nova di Jobim, Joao Gilberto e Gilberto Gil, Song for You di Donnie Hathaway, Hallelujah di Jeff Buckley, la musica di John Mc Laughlin con gli Shakti, le ballate di DeAndrè, Generale di DeGregori, la voce sfondata di Tom Waits, e ancora il soulfunk di James Brown, le dissonanze di Kurt Weill, le sinfonie di Wagner, Mahler, Beethoven e Bach, il Don Giovanni di Mozart e il Jesus Christ Superstar di Webber. Per capirci, questi sono forse gli esempi più superficiali, conosciuti e semplici da avvicinare, ma credo che siano anche elementi che possono costruire mattoni insostituibili della vita di una persona.

Adesso, con questa premessa torniamo alla domanda iniziale: perchè questa musica è così poco apprezzata? E così poco conosciuta? (relativamente, ovviamente, visto che ho proposto gli esempi CARDINE di ogni genere musicale di quelli che ritengo più ricchi e profondi) Io non mi aspetto che conosciate la risposta né tantomeno ho una risposta pronta, però credo che porsi la domanda sia d’obbligo.

In realtà non è che vi ho portato fino a qui per niente: una mezza idea a proposito ce l’ho. Un’ipotesi. Un’ipotesi confermata da discussioni che ho affrontato ultimamente. Alcune persone, che per altro stimo, che disprezzano o che non condividono questo tipo di musica spesso mi hanno confermato esplicitamente o implicitamente di non essere buoni ascoltatori. Aggiungo per chiarire “buoni ascoltatori di emozioni” (lo so che sembra una cosa mistica ma è che non esistono veri termini per definire certe cose im modo chiaro) quello che intendo è una mancanza di volontà nel cercare di andare oltre la superficialità del suono, del ritmo o dell’armonia e di cercare la profondità, la sensazione trasmessa, la forza vitale, l’emozione-appunto-detto in parole molto povere (o addirittura un rifiuto ad apprezzare l’apporto che la musica può creare alla nostra vita modificando il nostro modo di essere, rendendolo più “interessante”).

In sostanza la mia ipotesi è che molta gente non accetta questa musica perchè ha deciso di rifiutare questo sforzo (perché purtroppo cercare di andare a fondo nelle cose e impegnarsi ad ascoltare veramente quello che ci circonda è uno sforzo immane) e può essere per pigrizia, per rifiuto, per spocchiosità o per superbia, o per chiusura mentale, o per formazione, ma a mio parere è un peccato perchè si perdono una fetta della realtà e della nostra storia.

…ma forse mi sbaglio… Alla fine grazie a Dio ognuno ha le sue idee! Evviva la democrazia, la libertà di parola e di pensiero. Vostro servitore.

AF





MA FRA MAZINGA E SPIDERMAN CHI VINCE?

13 01 2007

Perchè il sistema dei blog funziona così? Perchè si è sviluppato in questo modo? Chi è che l’ha deciso? Perchè il problema è che qualcuno deve averlo deciso un criterio demenziale secondo il quale i blog che mi consiglia WordPress (ottimo programma per molti altri motivi) sono assolutamente inutili. Sono fondamentalmente autoreferenziali in senso stretto, polemici e autoreferenziali in senso lato.

(In senso stretto perchè fondamentalmente parlano generalmente di se stessi delle stesse cose e le opinioni non si sviluppano di una virgola. In senso lato perchè la maggior parte dei blog, presenti su internet, parlano di internet stesso, e affini, comunque del nuovo modello di Macbook, di come creare uno sfondo per Gnome, come scaricare musica gratis e un sacco di altre cose che tendono a far stagnare l’utente medio nel suo brodo)

Internet potrebbe essere molto di più, un punto di incontro di opinioni diverse e invece noto che è spesso si trova una situazione di chiusura mentale ed aggressività tipica di programmi alla Oprah Winfrey o alla Maria deFilippi, il che a mio parere è a dir poco scandaloso. PERCHè mi chiedo. Come ci siamo arrivati? Come mai? Ma chi sarai? Per fare? Questo a me? AD ESEMPIO PERCHé MAX PEZZALI SCRIVE ANCORA CANZONI? FERMATELO!!

Hanno avuto il coraggio di dirmi, su un sito, che “non avevo diritto di paragonare Dr. House a C.S.I.”

(!!!) Allora chiariamo: primo, siamo in democrazia e io con la libertà di parola e io posso dire il cazzo che mi pare (scusate bambini!) posso dire il membro che mi pare. Secondo, io ci penso prima di dire le cose quindi mi aspetto una risposta minimamente ragionata e non una sparata tipo “che diritto hai…”. Terzo, un minimo di ironia e leggerezza non fa mai male. Quarto, mi interessa il dialogo, il che significa sapere ascoltare e parlare se hai qualcosa da dire veramente. Quinto, è vero che io gli dico “chi cazzo sei ma chi ti conosce” e che la cosa può essere ribaltata anche verso di me, però non ho detto di essere santo nè tantomeno saggio e se uno è astioso e si esprime come un macaco in cattività non mi interessa tentare il dialogo. Se si da una svegliata se ne riparla…

Perchè il titolo di questo Blog? Perché quella posta sopra è una domanda che da un punto di vista serio non ha vie d’uscita reali e paradossalmente è paragonabile ai temi proposti dai blog più in voga di Internet. Ora se il tema affrontato non propone via d’uscita come il precedente io continuerò a dire Mazinga e tu continuerai a dire Spiderman. Se il tema della discussione è se sono più bravi gli italiani o gli spagnoli a letto; o se sia più presuntuoso Dr. House che tortura i pazienti o Muhammad Alì che diceva di essere il più forte del mondo; o se è meglio karate o judo; o se è più buona la cioccolata al latte o fondente, non si arriva da nessuna parte.

E sapete un po’ perchè? Perchè sono temi del cazzo! In rete si parla soprattutto di stronzate e la cosa mi sconforta alquanto… (Sono così sconfortato che sto scrivendo con un dito solo! e vi assicuro che il punto esclamativo è stato molto impegnativo :) )

Altro discorso sempre legato al precedente: perchè la maggior parte dei blog parla di cose morbosamente tecniche del computer (BELLA DOMANDA DEL CAZZO! risponde Gianpier l’omino del cervello SEI NELLA TANA DEI NERD E TI LAMENTI CHE SENTI PUZZA DI PROCESSORE BRUCIATO…). Però continua a sembrarmi assurda questa cosa! Si parla di software, di hardware, di programmazione ininterrottamente!!! Come cazzo si può tirare avanti così: sono discorsi su cose SENZA ANIMA! Come fai ad emozionarti parlando di un microchip, dietro la cui invenzione c’è il lavoro di una MACCHINA!!!

… 

… 

Va bene mi sono calmato… Se siete arrivati fino a qua Grazie, Vi voglio bene

(Se no potete andarvene affanculo con annessi e connessi… da domani forse è meglio se modero il mio linguaggio… ma alla fine che ci vogliamo fare sono un parlatore, non un moderatore…)

AF  

P.S. …e se Spiderman ha il costume nero?





SHAUN OF THE DEAD: The review

12 01 2007

(in italiano vuol dire semplicemente La recensione di “Shaun of the dead”, ovvero ”L’alba dei morti dementi”)

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(nel testo: “Comprare caffè, Chiamare mamma, MASSACRARE ZOMBIE)

L’ALBA DEI MORTI DEMENTI (o molto meglio Shaun of the Dead) è molto probabilmente uno dei migliori film parodia-horror mai concepiti dall’umana immaginazione. E la spiegazione è molto semplice, il suo obbiettivo principale non è assolutamente di essere una parodia. I clichet tipici del Blockbuster Horror americano non li trasforma in macchiette assolutamente di prive di personalità mandando completamente a puttane l’atmosfera di tensione (vedi Scary Movie, fà ridere perché è oltremodo stupido, non perché ha qualcosa di veramente ironico).

LA LOCANDINA ITALIANA

(tipico esempio di affollamento in metropolitana, nella linea rossa di milano, quello colorato è ovviamente Shaun)

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“Una nuova era per il genere ’zombi’. 

Il film più divertente dell’anno.” 

Peter Jackson 

“Non solo è il miglior film dell’anno,

ma di ogni anno da qui in poi”

Quentin Tarantino  
 

Sceneggiatura: Simon Pegg ed Edgar Wright
Interpreti: Simon Pegg, Kate Ashfield, Nick Frost, Lucy Davis, Dylan Moran
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 2004
Durata: 99
Distribuzione: UIP

Il film, invece di essere ambientato in una megalopoli americana, si svolge in uno sfigato paesino della provincia londinese. Villette a schiera “semidetached”, vecchiette a schiera che portano a spasso cagnette a schiera, una piccola grocery a gestione familiare, roba molto easy e molto British.   E molto british è anche il protagonista, Shaun appunto, che è un trentenne privo di ambizioni, che lavora in un anonimo negozio di elettrodomestici e sembra tenere di più ai suoi amici (in particolare Ed, un essere amorfo che dissipa la vita fra la playstation e il pub) che alla sua stessa ragazza. (Geniale una delle scene iniziali in cui scene iniziali in cui Shaun e la sua ragazza sembra stiano discutendo seriamente del loro rapporto e del fatto che non hanno mai un momento di intimità perchè la massima aspirazione di lui è andare a bere una birra al Winchester (tipico pub londinese) e noi scopriamo nell’ordine:

1) che sono al Winchester, davanti a una birra

2) che è presente anche Ed

3) che è presente anche la coinquilina di lei

4) che è presente anche il ragazzo della coinquilina

è un film assolutamente da vedere e quindi non sto a rivelarvi i particolari della trama perchè sarebbe sleale e stupido. Comunque vi assicuro che vale la pena di vederlo: è un capolavoro della cinematografia demenziale e dello humour inglese. Soprattutto la scena finale.

Film Cult.

AF





“RESPIRANDO CON LE BRANCHIE DI GOOGLE”

12 01 2007

(dedicato a Alessandro Baricco. “I Barbari”: da leggere assolutamente, perchè è geniale)

Il timore di essere sopraffatti da orde di barbari,

è vecchio come la storia della civiltà. 

Immagini di desertificazioni, i giardini

saccheggiati da nomadi e di palazzi in sfacelo

nei quali pascolano le greggi sono ricorrenti

nella letteratura della decadenza dall’antichità

fino ai giorni nostri

W. Schivelbusch 

THE NET FOR DUMMIES…

Si può dire tranquillamente che io non sia uno smanettone e che di internet conosca quello che un pesce nell’atlantico può sapere delle Hawaii (si forse come esempio è poco calzante, e forse in realtà complica un po’ le cose).   Insomma per capirci sono un attore, un teatrante, un saltimbanco, una bestia da palcoscenico, mastico poco di internet e informatica, però sono uno a cui piace ascoltare e capire le cose e quel poco  che ho capito voglio riportarlo a chi ancora non lo sa, in un modo più immediato e chiaro di quanto non sia arrivato a me (mentalità “barbara”? vedi: “Il fagiano sa cantare fino a FA”).

Ora: Google. Google è un motore di ricerca. Forse il più usato in assoluto. Per dire una cosa a caso, ad esempio “il culo di riccardo scamarcio”(bleah +o( ) lo scrivete su Google, vi apparirà un elenco di siti in cui viene riscontrato quello che cercate (nel caso particolare circa 60.500-e la cosa fa pensare!)

Per esempio provate nell’ordine a richiedere a Google:

Antonio Fesce, Lella Costa, Riccardo Scamarcio, Robert de Niro, Angelina Jolie, George Bush, Life, Home, www, a

e avrete un idea delle proporzioni. (si va da 450 pagine, a 200.000, a mezzo milione, a 3 milioni, a 6 milioni, a 117 milioni, 1.330 milioni, 4.770 milioni, 11 miliardi e 13 miliardi). Decisamente Notevole.

Ma torniamo al discorso. Quando il web fu creato, i padroni del web intuirono che ci saremmo fatti di mail, ma mai gli venne da pensare che saremmo andati ad usare quella roba senza senso che è un motore di ricerca, quello che avevano pensato erano i portali: ognuno (pensavano) sarebbe andato dal suo fornitore di fiducia (per dire Alice) a far rifornimento di meteo, gossip, porno e varie ed eventuali. Ma perchè dovrei stare ad ascoltare Alice quando posso andare su un sito che parla soprattutto di quello e non mi bombarda di banner. (tipo il sito del Meteo internazionale, piuttosto che quello di Alice, mmmh chi sarà più affidabile?).    E invece no…

…perchè un bel giorno, poi, un paio di studenti dell’università di Stanford, stufi di usare AltaVista pendendo un sacco di tempo, decisero che era giunta l’ora di creare un motore di ricerca come Dio comanda. Andarono dal loro professore e gli dissero che quella sarebbe stata la loro ricerca di dottorato.

“Molto interessante disse lui, e poi deve aver detto qualcosa tipo Well, a parte gli scherzi, come avete in mente di fare? Non gli sfuggiva che per programmare un motore di ricerca bisognava prima scaricare l’intero web su un computer. Se non hai un mazzo di carte in mano, non puoi inventare un gioco di prestigio con cui trovarne una. Nel caso particolare si trattava di scaricare qualcosa come 300 milioni di pagine web: gli dovette apparir chiaro che quei due gli stavano proponendo di circumnavigare il globo in una vasca da bagno. La vasca da bagno era il computer assemblato che tenevano in garage” Immaginatevi la scena. Lui li studia per un paio di secondi, poi incrocia le dita, e con quel ghigno supponente tipico dei professori gli chiede: Intendete per caso scaricare l’intero web?

Lo stiamo già facendo, risposero loro.

Applauso a scena aperta.

(CONTINUA…)