THE EMPTY SPACE

3 02 2008

“La forza dei drammi di Shakespeare sta nel presentare simultaneamente tutti gli aspetti dell’uomo:
a ogni tocco possiamo identificarci o ritrarci.
Una situazione primitiva ci disturba nel subconscio però l’intelligenza vigila, commenta, filosofeggia.
Brecht e Beckett sono ambedue presenti in Shakespeare, non riconciliati.
Come individui ci identifichiamo nel piano emotivo ma nello stesso preciso istante valutiamo la situazione sul piano politico e oggettivo in rapporto con la società.
Il profondo tuttavia va oltre il quotidiano e soltanto un linguaggio più elevato e un uso rituale del ritmo possono avvicinarci a quegli aspetti della vita celati dalla superficie.
D’altra parte, non è che il poeta e il visionario siano proprio persone ordinarie e noi, abitualmente, non viviamo certo in uno stato epico.
Di conseguenza, Shakespeare, con un cambiamento nel ritmo, un ritorno alla prosa, un passaggio al dialogo gergale, una parola presa direttamente dal pubblico, ci rammenta – nel senso comune del termine – dove ci troviamo e ci riporta al mondo ruvido e familiare dove il pane è pane e il vino è vino.
E’ così che Shakespeare, scrivendo drammi che attraversano più livelli di coscienza, riesce dove nessun altro era riuscito prima e dopo di lui.”

P. Brook                    


Azioni

Information

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger cliccano Mi Piace per questo: